Comunicato stampa del 9 giugno 2021

Nessuna partecipazione attiva agli accordi in materia di appalti da parte di collaboratori del Cantone

 

Gli accordi nel settore dell'edilizia non hanno visto la partecipazione attiva di membri del Governo e di collaboratori dell'Amministrazione. Ciò è quanto emerge dal secondo rapporto parziale della CPI relativa al cartello dell'edilizia presentato oggi. Esso mostra però anche che già agli inizi degli anni 2000 si supponeva l'esistenza di accordi nel settore delle pavimentazioni stradali. Inoltre singoli collaboratori dell'Ufficio tecnico non solo sospettavano l'esistenza di accordi in materia di appalti in Engadina Bassa, bensì ne erano sempre più a conoscenza. Benché nel mese di ottobre 2009 A.Q. abbia informato l'Ufficio tecnico, il Cantone ha adottato delle misure soltanto in seguito all'apertura delle inchieste da parte della COMCO nel 2012. La CPI non è in grado di confermare l'ipotesi diffusa dai media a seguito del primo rapporto parziale, secondo la quale la Polizia cantonale e altri servizi sarebbero stati strumentalizzati da persone coinvolte nel cartello dell'edilizia.

 

La CPI relativa al cartello dell'edilizia non ha trovato indizi circa un coinvolgimento attivo di membri del Governo o di collaboratori dell'Amministrazione cantonale negli accordi in materia di appalti. Non ha nemmeno trovato indizi riguardo a vantaggi (ad es. regali, inviti, lavori gratuiti) concessi a favore di collaboratori dell'Amministrazione e membri dell'autorità allo scopo di proteggere gli accordi in materia di appalti. Queste sono due delle affermazioni principali contenute nel secondo rapporto parziale relativo agli accordi nel settore dell'edilizia nel Cantone dei Grigioni presentato oggi dalla corrispondente CPI.

 

Tuttavia dall'analisi del vasto materiale d'inchiesta e degli interrogatori è emerso che i collaboratori dell'Amministrazione cantonale e l'allora direttore del Dipartimento sospettavano già precocemente l'esistenza di accordi in materia di appalti nel settore delle pavimentazioni stradali. Inoltre collaboratori del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste (DCTF, oggi DIEM), segnatamente dell'Ufficio tecnico (UT), sospettavano l'esistenza di accordi in materia di appalti tra gli impresari costruttori in Engadina Bassa già prima del 2009, alcuni addirittura ne erano a conoscenza.

 

Persone con compiti dirigenziali in seno all'Ufficio tecnico hanno violato i doveri di servizio

Al più tardi dopo le dichiarazioni rese all'inizio di ottobre 2009 da A.Q. all'UT, quest'ultimo servizio disponeva di indicazioni dettagliate riguardo agli accordi in materia di appalti tra gli impresari costruttori in Engadina Bassa. Tuttavia il Cantone ha reagito in modo adeguato solo dopo l'apertura delle inchieste della COMCO nel 2012. Secondo l'opinione della CPI già nel 2009 sarebbe però stato necessario informare i servizi e le persone superiori in grado e istruire in forma adeguata anche i collaboratori dell'Amministrazione cantonale che si occupavano di appalti. La CPI valuta come violazione degli obblighi di servizio queste omissioni da parte di diverse persone con compiti dirigenziali all'interno dell'UT.

 

Il Cantone ha facilitato gli accordi in materia di appalti

Il rapporto mostra però anche che in Engadina Bassa il Cantone ha creato condizioni che rendevano più facile agli impresari procedere ad accordi in materia di appalti. Tra queste condizioni rientrano in particolare le informazioni attive fornite in occasione di assemblee regionali della Pro Engiadina Bassa e di assemblee autunnali della sezione Engadina Bassa/Val Müstair della SIC GR. Queste informazioni hanno probabilmente consentito agli impresari costruttori di preparare tempestivamente i loro accordi.

 

La CPI ritiene probabile che gli accordi in materia di appalti nell'edilizia grigionese abbiano condotto a prezzi eccessivi e che il Cantone abbia subito un danno finanziario di entità sconosciuta a seguito degli accordi.

 

Importante contributo fornito da A.Q. all'individuazione e alla sensibilizzazione

A.Q. ha avuto un ruolo importante in relazione all'inchiesta. È stato lui che nel 2009 si è mosso per primo contro il cartello dell'edilizia e che in seguito, come spiegato nel 2018 dalla Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) nella sua richiesta al Gran Consiglio, "ha contribuito in maniera determinante a dare avvio ai procedimenti" trasmettendo "corrispondenti indicazioni alla COMCO". Per quanto riguarda gli interventi di polizia e il comportamento di altri servizi coinvolti nei confronti di A.Q. la CPI rinvia al suo primo rapporto parziale del 5 novembre 2019. La CPI non è in grado di confermare l'ipotesi diffusa dai media a seguito del primo rapporto parziale, secondo la quale la Polizia cantonale e altri servizi sarebbero stati strumentalizzati da persone coinvolte nel cartello dell'edilizia. Indipendentemente da questi risultati concreti dell'inchiesta, la CPI riconosce che A.Q. ha permesso di dare avvio alle diverse inchieste in relazione al cartello dell'edilizia, offrendo così un contributo importante all'individuazione degli accordi illeciti in materia di appalti e alla sensibilizzazione riguardo a questo tema.

 

La CPI formula proposte e raccomandazioni

Sulla base delle cognizioni acquisite nel quadro dell'inchiesta, la CPI valuta in termini positivi il pacchetto di misure volte a individuare accordi in materia di appalti introdotto dal Governo a partire dal 2013. Essa riconosce i grandi sforzi profusi dal Governo nella revisione critica e ha formulato una serie di proposte e raccomandazioni per il futuro. Queste riguardano undici diversi ambiti tematici e spaziano da una migliore documentazione dell'attività dell'Amministrazione, passando da un Servizio di riferimento per la denuncia di irregolarità, da formazioni e confronti tra i prezzi, fino ad arrivare al rafforzamento delle competenze di una CPI. "Con questo rapporto concludiamo tre anni di lavoro intenso, accurato e completo" afferma il granconsigliere Michael Pfäffli, presidente della CPI relativa al cartello dell'edilizia: "Speriamo che la nostra inchiesta e le nostre considerazioni possano aiutare il nostro Cantone a superare la situazione e che l'approfondita analisi contribuisca a riconquistare la fiducia della popolazione".

 

Per ulteriori informazioni

Michael Pfäffli, presidente della CPI relativa al cartello dell'edilizia, tel. 079 681 33 51

 

In merito alla CPI relativa al cartello dell'edilizia

Il 13 giugno 2018 il Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni ha deciso all'unanimità di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) al fine di fare chiarezza sui presunti accordi cartellari nell'edilizia grigionese e sul comportamento di diversi organi nei confronti del whistle-blower A.Q. Il primo rapporto parziale del 5 novembre 2019 si è concentrato sugli interventi di polizia contro A.Q. Il secondo rapporto parziale dell'11 maggio 2021 ha visto al centro gli accordi nel settore dell'edilizia.

 

La CPI è presieduta da Michael Pfäffli (PLD, St. Moritz), Beatrice Baselgia-Brunner (PS, Domat/Ems) è la vicepresidente. Gli altri membri sono Thomas Gort (UDC, Küblis), Walter Grass (PBD, Urmein) e Livio Zanetti (PDC, Landquart).

 

www.pukbaukartell.ch


Comunicato stampa del 7 settembre 2020

Jan Koch si dimette dalla CPI relativa al cartello dell'edilizia

 

Dato che all'inizio dell'anno prossimo Jan Koch (UDC, Coira) assumerà una funzione all'interno della ditta di ponteggi di proprietà della famiglia della sua compagna, egli ha rassegnato le dimissioni dalla CPI relativa al cartello dell'edilizia.

 

Con lettera del 6 settembre 2020 Jan Koch (UDC, Coira) ha rassegnato le dimissioni immediate dalla PCI relativa al cartello dell'edilizia. "Il 1° gennaio 2021 assumerò una funzione all'interno dell'azienda di famiglia della mia compagna", ha dichiarato Koch. "Dato che l'azienda è attiva nell'edilizia secondaria, ritengo che non sia opportuno continuare a collaborare in seno alla CPI. L'indipendenza della CPI è un aspetto fondamentale e quindi occorre evitare che possa sorgere anche una mera apparenza di parzialità. Con le mie dimissioni tempestive desidero evitare proprio questo."

 

Durante una discussione avvenuta questa mattina la CPI relativa al cartello dell'edilizia ha preso atto delle dimissioni, accogliendole. Al riguardo il presidente della CPI Michael Pfäffli ha dichiarato quanto segue: "I membri della CPI relativa al cartello dell'edilizia sono molto dispiaciuti per le dimissioni di Jan Koch, con il quale vi è stata una collaborazione intensa e costruttiva per oltre due anni. Però noi tutti in veste di rimanenti membri della commissione siamo convinti che si tratti della decisione giusta. Ringraziamo Jan Koch per il grande impegno profuso in seno alla CPI relativa la cartello dell'edilizia e gli facciamo i nostri migliori auguri per il suo futuro professionale."

 

Gli organi competenti decideranno se e in che modo occupare il posto vacante nella commissione.

 

Il 26 novembre 2019 la CPI relativa al cartello dell'edilizia ha pubblicato il rapporto parziale relativo agli interventi di polizia nei confronti del whistleblower A.Q. Attualmente sta affrontando la seconda parte del suo incarico. Tale attività è volta a chiarire il ruolo di membri del Governo e di collaboratori dell'Amministrazione in relazione ai cartelli dell'edilizia grigionesi. I relativi interrogatori sono ancora in corso. Presumibilmente la bozza del rapporto verrà pubblicata nel primo semestre del 2021.

 

Per ulteriori informazioni

Michael Pfäffli, presidente della CPI relativa al cartello dell'edilizia, tel. 079 681 33 51

 

In merito alla CPI relativa al cartello dell'edilizia

Il 13 giugno 2018 il Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni ha deciso all'unanimità di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta al fine di fare chiarezza sugli accordi cartellari nell'edilizia grigionese e sul comportamento di diversi organi cantonali nei confronti del whistleblower A.Q.

 

La CPI è presieduta da Michael Pfäffli (PLD, St. Moritz), Beatrice Baselgia-Brunner (PS, Domat/Ems) è la vicepresidente. Gli altri membri sono Walter Grass (PBD, Urmein) e Livio Zanetti (PDC, Landquart).


Comunicato stampa del 26 novembre 2019

La CPI relativa al cartello dell'edilizia ha presentato gli esiti dell'inchiesta relativa agli interventi di polizia nei confronti del whistleblower A.Q. 

 

La Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) del Cantone dei Grigioni ha reso pubblico il proprio rapporto parziale relativo agli interventi di polizia nei confronti del whistleblower A.Q. Nel quadro della propria attività di verifica la Commissione non ha individuato alcuna correlazione con il cartello dell'edilizia. Sono per contro state individuate lacune nel concetto di condotta della Polizia cantonale dei Grigioni nonché numerosi errori formali commessi dalla stessa. La CPI ha formulato una serie di proposte e di raccomandazioni.

 

Nonostante abbia proceduto ad approfondite attività di verifica, la Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) relativa al cartello dell'edilizia del Cantone dei Grigioni non è stata in grado di accertare che la Polizia cantonale o altri uffici coinvolti negli interventi di polizia nei confronti di A.Q. siano stati oggetto di strumentalizzazioni da parte di collaboratori di imprese facenti parte del cartello dell'edilizia in Engadina Bassa. Questa è una delle conclusioni tratte dal rapporto presentato oggi a Coira dalla CPI relativo all'intervento di polizia nei confronti di A.Q.

 

Interventi sproporzionati da parte della polizia

La CPI ha esaminato tre interventi svolti dalla polizia negli anni 2016 e 2017 nei confronti di A.Q., considerato il whistleblower riguardo al cartello dell'edilizia grigionese. Essa è giunta alla conclusione che vi è stato un intervento illecito e che vi sono stati interventi in parte sproporzionati nella libertà personale di A.Q. e di sua sorella. L'intervento illecito è costituito dall'ammanettamento di A.Q. durante il trasporto in clinica, poiché mancava la relativa base legale. Gli interventi di polizia sono risultati in parte sproporzionati poiché erano fondati in ampia misura sulla valutazione di un unico agente di polizia e perché le relative informazioni non sono state verificate. La CPI riconduce tale circostanza al fatto che non si è fatto fronte in misura sufficiente ai necessari compiti di vigilanza e alla necessaria responsabilità dirigenziale. Inoltre in relazione a questo caso la CPI ha riscontrato un numero particolarmente elevato di errori formali, tra cui l'omissione di documentare atti nonché la presentazione tardiva o scorretta di rapporti. Durante l'inchiesta la Polizia cantonale ha ammesso che il lavoro svolto al riguardo è stato lacunoso e che sarebbe necessario migliorare.

 

Critiche anche ad altri uffici

La CPI ha formulato delle critiche anche all'indirizzo del medico che ha disposto il ricovero a scopo di assistenza. Secondo la CPI questi non era più in grado di procedere a una valutazione imparziale e indipendente. Infatti egli è stato per lungo tempo medico di famiglia di A.Q. e di sua moglie e inoltre prima dell'arresto è stato interpellato da diversi organi. Non si può stabilire se un altro medico imparziale nella stessa situazione avrebbe deciso diversamente. L'APMA competente viene criticata dalla CPI per non aver mai aperto un procedimento formale, nonostante un membro dell'autorità sia stato coinvolto a più riprese.

 

La CPI formula una serie di raccomandazioni

Sulla base delle conclusioni tratte, la CPI formula una serie di proposte e raccomandazioni relative ai temi seguenti:

  • Documentazione dell'attività dell'Amministrazione
  • Introduzione di un sistema cantonale di gestione delle minacce
  • Responsabilità di condotta presso la Polizia cantonale
  • Necessità di perfezionamento professionale
  • Sensibilizzazione in caso di problematiche relative alla ricusa
  • Creazione di una base giuridica relativa ai trasporti verso altri uffici

 

Il Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni discuterà il rapporto parziale relativo agli interventi della polizia il 2 dicembre 2019.

 

La CPI continuerà a occuparsi della seconda parte del suo mandato, la quale ha ad oggetto il ruolo di membri del Governo e di collaboratori dell'Amministrazione in relazione al cartello dell'edilizia.

 

Per ulteriori informazioni

Beatrice Baselgia-Brunner, vicepresidente CPI cartello dell'edilizia, 078 602 18 56

 

In merito alla CPI relativa al cartello dell'edilizia

Il 13 giugno 2018 il Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni ha deciso all'unanimità di istituire

una Commissione parlamentare d'inchiesta allo scopo di procedere all'esame delle accuse mosse a diverse autorità e diversi uffici in relazione agli accordi sugli appalti nell'edilizia nonché agli interventi di polizia e al comportamento di altri organi nei confronti di A.Q.

La CPI è composta da Michael Pfäffli (PLD, St. Moritz, presidente), Beatrice Baselgia-Brunner (PS, Domat/Ems, vicepresidente), Walter Grass (PBD, Urmein), Jan Koch (UDC, Igis) e Livio Zanetti (PDC, Landquart). Nel corso dell'inchiesta relativa agli interventi di polizia, il presidente della CPI Michael Pfäffli si è ricusato.


Comunicato stampa del 24 giugno 2019

Un anno di CPI: rapporto parziale in dirittura d'arrivo

 

La Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) relativa al cartello dell'edilizia è al lavoro da un anno. L'inchiesta concernente l'intervento di polizia nei confronti di A.Q. è conclusa. Parallelamente è in corso un'inchiesta sul ruolo di membri del Governo e di collaboratori dell'Amministrazione in relazione al cartello dell'edilizia.

Un anno fa la CPI relativa al cartello dell'edilizia ha iniziato il proprio lavoro: la prima seduta si è tenuta il 22 giugno 2018. Da allora la CPI si è riunita oltre 40 altre volte e ha già svolto circa 80 ore di interrogatori. Questi hanno riguardato in particolare uno dei punti chiave del mandato: l'inchiesta concernente l'intervento di polizia nei confronti di A.Q.

Gli interrogatori e altre operazioni d'inchiesta riguardo a questo tema sono nel frattempo conclusi. Durante l'estate sarà redatto il rapporto parziale. In seguito, a tutela dei rispettivi diritti procedurali, le persone coinvolte avranno la possibilità di prendere posizione in merito al rapporto d'inchiesta nel quadro del cosiddetto diritto di essere sentito. Il rapporto parziale sarà presentato al Gran Consiglio presumibilmente nella sessione di dicembre 2019.

Parallelamente la CPI si sta occupando del secondo punto chiave del suo mandato: la questione se membri del Governo o collaboratori dell'Amministrazione abbiano fatto fronte alle loro responsabilità in relazione a procedure di aggiudicazione nell'edilizia e se il controlling e la vigilanza interna abbiano operato correttamente.

Chi disponesse di indicazioni che potrebbero essere rilevanti per l'attività della CPI è tuttora invitato a mettersi in contatto con la CPI tramite il sito web www.pukbaukartell.ch. Importante: il regolamento di organizzazione e di procedura prevede che a chi fornisce informazioni possa essere garantito un trattamento confidenziale (anonimizzazione).

 

Persona di riferimento

Michael Pfäffli, presidente della CPI relativa al cartello dell'edilizia, tel. 079 681 33 51

 

In merito alla CPI relativa al cartello dell'edilizia

Il 13 giugno 2018 il Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni ha deciso all'unanimità di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta al fine di fare chiarezza sugli accordi cartellari nell'edilizia grigionese e sul comportamento di diversi organi nei confronti di A.Q.

La CPI è presieduta da Michael Pfäffli (PLD, St. Moritz), Beatrice Baselgia-Brunner (PS, Domat/Ems) è la vicepresidente. Gli altri membri sono Walter Grass (PBD, Urmein), Jan Koch (UDC, Igis) e Livio Zanetti (PDC, Landquart).

 


Comunicato stampa del 21 agosto 2018

La CPI sul cartello dell'edilizia inizia i lavori

 

La CPI sul cartello dell'edilizia ha impiegato tutta l'estate per organizzarsi: ha nominato una segreteria e adottato il Regolamento sull'organizzazione e la procedura. Il sito web www.pukbaukartell.ch vuole fornire informazioni trasparenti – e offre anche possibilità di contatto per chi abbia informazioni da trasmettere.

 

Nelle ultime settimane la Commissione parlamentare d'inchiesta CPI sul cartello dell'edilizia, composta da 5 membri, ha preso numerose decisioni importanti: ha definito come segreteria della Commissione lo studio legale Rudin Cantieni Rechtsanwälte AG di Zurigo che, essendo indipendente e avendo una notevole esperienza nel campo delle inchieste, può assistere con competenza la CPI.

La Commissione ha inoltre adottato un Regolamento sull'organizzazione e la procedura, che si attiene alla decisione del Parlamento, alla legislazione del Cantone dei Grigioni e alle regole generali dello stato di diritto. La CPI ha già richiesto atti da esaminare e fissato per ottobre le date dei primi interrogatori.

 

Con il sito web www.pukbaukartell.ch la CPI vuole offrire trasparenza ai cittadini e la possibilità di contatto. Per questo sul sito web sono disponibili documenti e informazioni importanti, a cui se ne aggiungeranno altri nel corso dei lavori della Commissione. Il sito offre inoltre diverse possibilità di contatto – chi è in possesso di informazioni che potrebbero essere rilevanti per i lavori della CPI è invitato a contattare la Commissione. Importante: il Regolamento sull'organizzazione e la procedura prevede che chi ha informazioni da trasmettere possa essere tutelato dalla riservatezza (anonimizzazione).

 

Per ulteriori informazioni

Michael Pfäffli, Presidente della CPI sul cartello dell'edilizia, tel. 079 681 33 51

 

Vai alla CPI sul cartello dell'edilizia

Il Gran Consiglio del Cantone dei Grigioni ha deciso all'unanimità il 13 giugno 2018 di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta per chiarire gli accordi di cartello segnalati nel settore dell'edilizia grigionese e il comportamento di diversi uffici nei confronti del «whistleblower» A.Q.

La CPI è presieduta da Michael Pfäffli (PLR, St. Moritz), vicepresidente è Beatrice Baselgia-Brunner (PS, Domat/Ems). Gli altri membri sono Walter Grass (PBD, Urmein), Jan Koch (UDC, Igis) e Livio Zanetti (PPD, Landquart).